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Nascita della C.R.I. Casteggiana
La nostra storia inizia con: "... anche un solo attimo può servire a salvare una vita umana...".
E così che, nel 1973, fu diffuso un manifesto che annunciava la nascita del servizio C.R.I. in
Casteggio (v. fot. 2), grazie ad un buon numero di persone che sentivano la necessità di avere nel Comune una struttura che potesse provvedere sia al soccorso sia all'assistenza dei bisognosi nell'arco delle ventiquattro ore e per tutta la settimana.
Presso la casa di riposo S. Cuore, messa a disposizione dalla Prof. Mercedes Garioni, si
svolsero gli incontri dei promotori: i Sig.ri Croci PierLuigi, De Ambrosi Carlo, Fornaro Nando, Ghia Carlo, Lanzarotti Delio, Risi Arturo, Rossetti Gianni, Sarolli Carla, Trazi Cesare e Zani Antonio, che diffusero il primo appello alla cittadinanza, attraverso un manifesto, (foto 1). La prima riunione ufficiale si tenne presso la Certosa Cantù alla presenza dell'Ing. Enrico Barbero, Presidente del Sottocomitato C.R.I. di Vogherà.
In quest'occasione si costituì il Gruppo Militi Volontari della Delegazione di Casteggio, che
avrebbe operato nei locali messi a disposizione dall allora Sindaco Geom. Renzo Guarnaschelli, presso l'ex ambulatorio comunale di Via Torino, (v. disegno n° 3).
Nel registro dei verbali furono menzionati come Volontari i signori: Giampiero Adami, Natalino Ascagni, Pier Luigi Bemini, Paolo Bertone, Massimo Castaidi, Luciano Cassi, Sergio Ciceri, Luigi Chiesa, Antigio Castagnola, Carlo De Ambrosi, Walter Pranzasi, Michele Gabellotti, PietroGianfilippo, Carlo Ghia, Delio Lanzarotti, Giorgio Martinetti, Giovanni Milanesi, Francesco Montemartini, Maurizio Palmini, Francesco Pasquino, Claudio Rebuffi, Roberto Rebuffi, Benvenuto Rocca, Massimo Ronchi, Gianni Rossetti, Luigi Ruggeri, Gaspare Sala, Dario Steffenini,Ferruccio Stella, Umberto Tinozzi, Giovanni Toselli, Alessandro Versiglia, Luigi Vigo, Vittorio Zanellato.
Fra di loro furono eletti: il Comandante nella persona del Sig. Gaspare Sala ed i cinque mèmbri del Consiglio Direttivo nelle persone dei Sigg. Carlo Ghia, Delio Lanzarotti, Luigi Vigo e Ferruccio Stella che sarà subito sostituito da Gianni Rossetti; viene in seguito nominato come Delegato il Dott. Cesare Trazi.
Per avere le necessarie nozioni di primo soccorso, alcuni medici, dell'Ospedale Civile di
Vogherà, tennero una serie di incontri per la preparazione dei Volontari che, in un primo
momento, essendo in numero insufficiente per svolgere un servizio continuo, si avvalsero
dell'aiuto dei colleghi della C.R.I. vogherese.
Alla fine dell'anno 1974 il Gmppo annoverava 44 effettivi ed effettuò circa 450 servizi nei
Comuni del Comprensorio assegnatoci dalla Sede di Roma e precisamente: Casteggio, Bastida Pancarana, Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Bressana Bottarone, Calvignano, Casatisma, Castelletto di Branduzzo, Corvino S. Quirico, Fortunago, Lungavilla, Montalto Pavese, Montebello della Battaglia, Mornico Losana, Oliva Gessi, Pinarolo Po, Rea, Redavalle, Robecco Pavese, S. Giuletta, Torricella Verzate, Verretto.
Un esemplare "spirito di corpo" coagulava tutti gli interessi e le azioni dei Volontaria
difficoltà e sacrifìci erano affrontati e condivisi, rendendo più agevole il loro carico.
Nel ricordo dei "vecchi", molti aneddoti di vita associativa dei primi anni confermano tali
atteggiamenti umani: si rammenta l'aiuto dato ad un collega per l'acquisto di una Vespa rubatagli mentre era in servizio; le notti trascorse a dormire sull'ambulanza con la radio delle emergenze accesa per ricevere le chiamate (un guasto sulla linea telefonica aveva isolato il Paese); si ricorda, ancora, che le donne del Gruppo non potevano effettuare servizi notturni per la mancanza di stanze e, di notte, il centralino si trasformava in camera da letto grazie ad un divano.Nella memoria rimane l'aiuto prestato ad una studentessa di Vogherà per un intervento al cuore.
Quest'ultima fu una delle tante importanti iniziative che furono portate avanti, dalla raccolta
di fondi destinati ai meno abbienti, all'organizzazione di corsi destinati alla popolazione,
riguardanti il soccorso in caso d'incendi ed infortuni (v. fot. n° 5).
Come spesso accade, quando si ritrovano molte persone che vivono in stretto contatto,
diventano inevitabili diverbi e discussioni; fra le note dolenti si annoverano richiami di vario
genere ed alcune espulsioni per motivi disciplinari, ricordando quanto sia sempre stata importantela serietà da associare al nostro servizio.
Esiste a riguardo un Statuto che raccoglie norme, doveri e diritti di tutti i Volontarì del
Soccorso, che per semplicità indicheremo con l'acronimo V.d.S..
Per far crescere il Gruppo erano necessarie forze nuove, entusiaste, che potessero dare una scossa, qualora ce ne fosse stato bisogno.
Al fine di avvicinare i giovani all'Associazione furono organizzati incontri nelle
scuole medie del paese e gli aderenti, non avendo raggiunto la maggiore età, indirizzati all'uso del centralino e ad altre attività sociali
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